BANDO STORAGE LOMBARDIA

Bando storage Lombardia

Da lunedì 8 luglio sarà possibile inoltrare le domande

CEI 0-21 E CEI 0-16: PUBBLICATE LE NUOVE NORME

Ciao a tutti

 

Vi rimando all’interessante articolo della mia socia Ing. Paola Capra
Vi ricordo che tra i vari servizi che proponiamo c’e anche la taratura dei rele’ di protezione interfaccia, secondo quanto prescritto dalle norme di cui sotto!

Qui trovate il link all’articolo originale!

A partire dal 17 aprile 2019 il CEI ha reso disponibile la nuova edizione delle Norme CEI 0-16 e CEI 0-21, nella versioni consolidate.

Le norme sono liberamente disponibili sul sito www.ceinorme.it ai link:

Per entrambe le norme, le principali novità riguardano l’allineamento con quanto previsto dal Regolamento UE 2016/631 (Requirements for Generators – RfG), che ha comportato la suddivisione dei generatori in 4 distinte classi (Tipi), in base alla taglia e alla tensione del punto di connessione:

  • A: potenza pari o superiore a 800 W e inferiore o pari a 11,08 kW
  • B: potenza superiore a 11,08 kW e inferiore o pari a 6 MW
  • C: potenza superiore a 6 MW e inferiore a 10 MW
  • D: potenza superiore o pari a 10 MW o tensione del punto di connessione superiore o pari a 110 kV.

Le novità di CEI 0-16 e CEI 0-21 versione 2019

Premetto intanto che la nuova versione delle norme sostituisce interamente le versioni precedenti. Le novità introdotte dalle versioni 2016 e 2017, consultabili qui, vengono interamente recepite ed ampliate per renderle conformi al Regolamento UE 2016/631.

Entrando nel dettaglio, tra le principali novità dalle nuove norme
possiamo trovare agli allegati Bbis (per la CEI 0-21) e Nbis (per la CEI
0-16) la definizione di “scalarità e modularità”, che consente di limitare le prove di tipo necessarie per la conformità dei sistemi di accumulo da immettere sul mercato europeo.

Tra le prove da eseguirsi sui dispositivi di protezione e interfaccia (SPI) è stata introdotta la “Verifica di insensibilità alla derivata di frequenza” sia per dispositivi connessi in bassa tensione (in accordo a quanto previsto dall’allegato A della CEI 0-21) sia per i dispositivi connessi in media e alta tensione (in accordo a quanto previsto dall’allegato E della CEI 0-16).

Una ulteriore novità, introdotta da CEI 0-21, è quella dei cosiddetti impianti di produzione “Plug & Play”. Per impianto di produzione “Plug & Play si definisce un particolare impianto di taglia ridotta destinato alla produzione di elettricità avente potenza nominale inferiore a 350 W, che risulta completo e pronto alla connessione diretta tramite spina ad una presa dell’impianto elettrico dell’utente senza la necessità di avvalersi di un installatore qualificato.

In particolare, nel caso di impianto “Plug & Play” di tipo fotovoltaico, l’intero impianto costituirà un’unità che potrà essere utilizzata come prodotto mobile innestabile in una presa elettrica.

Verifica di insensibilità alla derivata di frequenza

La nuova prova, valida sia per CEI 0-16 che per CEI 0-21, seguele disposizioni dell’art. 13.1 punto b del Regolamento UE 2016/631, “un gruppo di generazione deve essere in grado di restare connesso alla rete e di funzionare con valori di derivata di frequenza fino a 2,5Hz/s. In questa condizione il SPI non deve pertanto emettere comando di scatto.”

La prova viene eseguita facendo riferimento alle seguenti impostazioni delle protezioni di frequenza:

  • 81>: soglia di intervento 51,5 Hz, tempo di intervento 0,15 s
  • 81<: soglia di intervento 47,5 Hz, tempo di intervento 0,15 s
  1.  Applicare una terna di tensioni simmetrica di sequenza ciclica diretta avente modulo del 100% della tensione nominale e frequenza 47,550 Hz;
  2. aumentare la frequenza delle tre tensioni a rampa, con dei passi di rampa aventi una ampiezza pari a 12,5 mHz e durata 5 ms, sino a raggiungere il valore di frequenza di 51,450 Hz (*);
  3. diminuire la frequenza delle tre tensioni a rampa, con dei passi di rampa aventi una ampiezza pari a 12,5 mHz e durata 5 ms sino a raggiungere il valore di frequenza di 47,550 Hz (*);
  4. ripetere le prove di cui ai precedenti punti 2 e 3 per quattro volte, per un totale di 5 rampe positive e negative.

La prova si ritiene superata in assenza di scatti della protezione di minima e massima frequenza.
(*) Queste impostazioni della rampa producono una derivata di frequenza pari a 12,5 mHz / 5 ms = 2,5 Hz/s

Indipendenza energetica – la chiave del futuro del fotovoltaico

In questi ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di solare e di energie rinnovabili. Ahimè non ci sono più gli incentivi dei vari conti energia che hanno ingolosito molte persone ad approcciarsi all’impiantistica solare soprattutto in ambito domestico. Come tutte le cose, pero’, anche il fotovoltaico si sta evolvendo. Ricordiamo l’evoluzione che c’e stata con i telefonini…

Dopo la comparsa dei primi ETACS si e’ arrivati abbastanza velocemente al GSM. La prima evoluzione “social” la si e’ ottenuta quando nel lontano 1995 l’allora OMNITEL ha attivato il servizio SMS! una vera rivoluzione sociale. ma come si sa la tecnologia e’ ingorda. Fatto un passo bisogna farne subito altri tre!

E’ un percorso con una velocità’ logaritmica! Da li in breve si e’ passato ai primi telefonini evoluti, all’UMTS, fino ad arrivare ( sicuramente dobbiamo ringraziare Steve Jobs e Mark Zuckerberg ) agli attuali smartphone… nella maggior parte dei casi due a testa!

…indipendenza energetica…

Beh… tornando a noi sta iniziando a succedere la stessa cosa anche con il solare. La crescita degli impianti solari continua ad aumentare. Non ci sono i conti energia, come detto prima, ma il più delle volte si riesce ad ottenere gli sgravi fiscali che permettono di ammortare le spese. Ma la vera rivoluzione sta nel fatto che sta cambiando la percezione dell’impianto fotovoltaico. Si sta iniziando a capire che la vera forza non  sta nello “scambio sul posto” ma nel riuscire ad ottenere un’indipendenza energetica. E su questo genere di argomenti i Tedeschi ci vedono lungo. In particolare mi ha incuriosito la SONNEN , di cui noi siamo installatori certificati.

sonnen, una nuova realta’

 

La SONNEN e’ un’azienda che ha voluto guardare i sistemi fotovoltaici da un punto di vista differente. Questa azienda produce ufficialmente dei sistemi di accumulo, che infatti chiama sonnenBatterie. ma in realtà possiamo dire che hanno forse “peccato di modestia”.

Non hanno solo deciso di puntare su un prodotto con una sorprendente versatilità’, hanno deciso di introdurre un concetto che in Germania e’ già conosciuto e radicato e si sta diffondendo in maniera sempre più “prepotente”.

Un sistema che vuol puntare a far ottenere ai propri “affiliati” (definirli clienti nel contesto tedesco forse e’ riduttivo) una vera e propria indipendenza. riuscire ad auto sostenere le proprie esigenze energetiche con l’impianto di produzione e l’accumulo.

Tutto questo grazie alla SONNEN COMMUNITY. una vera e propria comunità’ tramite la quale i vari utenti possono auto sostenersi anche tramite un meccanismo che qui in Italia ancora e’ in fase embrionale, ma potrebbe diventare una solida realtà’: l’energy sharing! Si avete capito, nella macro-network delle utenze SONNEN gli utenti possono addirittura utilizzare l’energia di altri utenti senza ricorrere necessariamente al servizio di distribuzione.

La SONNEN COMMUNITY peraltro e’ lei stessa un distributore, e questo avviene anche già qui in Italia. Aderendo alla community al momento si ottiene un “bonus”mensile di 125 kWh di componente energia oltre ad un “rimborso” di 9,90 Euro sugli altri costi passanti in bolletta.

Tradotto, la SONNEN fornisce hardware e software! Si perche da un lato offre un sistema di accumulo molto versatile in quanto puo lavorare come “retrofit” tramite la versione ECO su impianti già esistenti, indipendentemente dagli inverter installati in quanto viene installato in post-produzione, ma addirittura la versione HYBRID puo addirittura lavorare lei stessa sia come inverter che come accumulo potendo gestire due stringhe di pannelli direttamente.

Inoltre e’ cosi avanzata che permette non solo di monitorare i consumi, ma tramite specifici accessori, permette di gestire dei carichi ed addirittura disattivarli se necessario.

design e sicurezza

Ma queste sono solo alcune delle loro potenzialità’. SONNEN ha deciso anche in questo caso di vedere oltre gli schemi abituali, ha deciso che non solo il sistema doveva essere intelligente e funzionale, ma doveva essere come un qualunque complemento della vita comune! Infatti ha deciso di puntare su un design che permettesse di poter esporre sonnenBatterie come fossero un complemento di arredo. Naturalmente per puntare a questo risultato e’ stato necessario rendere i sistemi altamente sicuri, tanto da poter essere inseriti nel contesto domestico, nella vita di tutti i giorni.

Infatti tutti i sistemi di SONNEN utilizzano delle batterie all’avanguardia, essendo al Litio Ferro Fosfato. La loro caratteristica oltre alla durata davvero notevole e’che sono anti deflagranti ed anti combustibili. Sono quindi totalmente sicure al contrario delle normali batterie che vengono usate nei più diffusi sistemi di accumulo e nelle vetture elettriche.

Noi siamo fermamente convinti che SONNEN abbia aperto una strada verso un nuovo concetto, verso una nuova prospettiva, verso una nuova interpretazione di come il solare puo migliorarci la vita riducendo soprattutto le spese. Contattateci! Vi spiegheremo piu dettagliatamente le potenzialità di questo innovativo sistema e soprattutto della SONNEN COMMUNITY

 SONNEN , the real solar Revolution!

Solar Storage. Ne vale la spesa?

Accumulatori per impianti solari, o più comunemente… Solar storage. Ne vale la spesa? A fronte del costo importante che si va a sostenere si hanno davvero vantaggi? Facciamo un passo indietro. Ad oggi in assenza di incentivi, il boom degli impianti solari in ambito domestico e’ sceso sensibilmente. Se poi analizziamo nello specifico cosa ha portato molti clienti ad installare un impianto FV… diciamo che la “magic word” incentivo ha fatto la sua parte. Di fatto molte persone si sono “lanciate” nell’acquisto anni fa grazie all’apertura dei vari conti energia che ahimè… sono terminati.

Intendiamoci, anche oggi qualche beneficio da poter sfruttare esiste, anche se sotto forma di recupero fiscale. Però di fatto nel settore residenziale l’unica forma utile di sfruttare un impianto solare e’ di utilizzare un servizio di rimessa diretta o di Scambio sul Posto, anche perché le persone “comuni” di giorno lavorano. Ed a meno di frigorifero e congelatore e, perché no, un ciclo di lavaggio, la corrente prodotta viene immessa in rete.

E’ qui entrano in gioco i sistemi di accumulo. Un sistema di accumulo tra i “più rinomati” ( come al solito senza fare nomi ) costa tra i 7.000 e gli 8.000 euro. Prendiamo per buona  quest’ultima cifra che include materiale, installazione e pratiche di autorizzazione ( si, non si può montare e via… come del resto succede con l’impianto FV ).

Su questo importo bisogna mettere in conto che il 50% può essere ammortato con il recupero fiscale. quindi parliamo di ben 4000 euro. Divisi per 10 anni parliamo di 400 euro di recupero fiscale.
Pero’ bisogna fare attenzione, se avessimo “solo” da pagare 300 euro, 100 euro di ammortamento andrebbero persi!
Ma diciamo che siamo fortunati ed andiamo a pari. Questo e’ il primo elemento da valutare!

Restano 4.000 euro da recuperare, quindi parliamo di 400 euro all’anno che sono poco meno di 34 euro al mese. Questa e’ la cifra che dobbiamo risparmiare sulla bolletta per andare in pari.
Se analizziamo le bollette, tra spese di gestione, trasporto e componente energia, la corrente utilizzata ha un’incidenza di circa il 40/45% della bolletta. Analizziamo la cifra minore, ovvero 40%: 34 euro da recuperare significano che ipotizzando di alimentare l’abitazione praticamente in “OFF GRID” ( ovvero senza utilizzare la corrente in prelievo ) la nostra bolletta senza impianto dovrebbe essere di circa 170 euro a bimestre. Cosi andremmo in pari. Ma non dimentichiamoci dell’impianto FV, anche quello e’ in fase di ammortamento.

Teniamo anche presente che la corrente che non immettiamo nella rete durante il giorno per ricaricare la batteria, non ci viene pagata dal GSE sul contratto di scambio sul posto. Una volta che la batteria e’ carica logicamente lo scambio sul posto torna a”pagare”.

Per sintetizzare, la prima cosa da fare e’ analizzare i nostri consumi. Una buona analisi energetica può farci capire quanto consumiamo nelle varie fasce orarie giornaliere. Fatta questa analisi possiamo fare dei ragionamenti sui consumi, soprattutto serali, che abbiamo giornalmente. In base a quello si può decidere il taglio dell’accumulo, considerando anche l’impianto FV in nostro possesso. Anche perché i tempi di ricarica logicamente cambiano in base a kW prodotti dal fotovoltaico, oltre al fatto che l’impianto non produce sempre la stessa quantita’ di energia durante il giorno.

Per concludere facciamo ancora due valutazioni. L’accumulo ha un ulteriore vantaggio. Non ci lascia a terra durante i black out!

C’e’ poi chi opta per utilizzare l’impianto FV con storage per alimentare in autonomia l’impianto di riscaldamento/condizionamento, considerando che adesso i climatizzatori e le pompe di calore hanno delle efficienze altissime a fronte di consumi relativamente bassi.

Se avete bisogno di qualche dritta o di ragionare su una possibile soluzione… scriveteci!